In breve: Pommard è il secondo villaggio produttore di vino della Borgogna dopo Beaune, con 337 ettari di vigneti piantati esclusivamente a Pinot Noir. La denominazione non ha alcun grand cru (una scelta storica dell’inizio del XX secolo) ma conta 28 premier cru, tra cui Les Rugiens e Les Epenots, spesso considerati qualitativamente alla pari dei grand cru vicini. Lo Château de Pommard, costruzione del XVIII secolo, ospita il Clos Marey-Monge, il più grande monopolio della Côte de Beaune con 20 ettari continui.
Pommard è un nome che risuona tra gli amanti del vino rosso borgognone. Tra Beaune a nord e Volnay a sud, questo villaggio di 430 abitanti (dati INSEE 2023) vanta su 10 km² una delle più alte concentrazioni di premier cru della Borgogna. I suoi vini strutturati, tannici, a volte austeri in gioventù, sono tra i più longevi della Côte de Beaune.
Un nome dall’antichita romana
L’etimologia più accreditata fa derivare Pommard da Pomona, dea romana dei frutti e dei frutteti. Monete con l’effigie di Nerone scoperte nel territorio del comune attestano un insediamento gallo-romano già nel I secolo, ed è probabile che la vite fosse già coltivata qui a quell’epoca. Piu tardi, i monaci di Cluny e Cîteaux strutturarono il vigneto, plasmando il mosaico dei climats come lo conosciamo oggi.
La denominazione Pommard fu ufficialmente riconosciuta come Appellation d’Origine Contrôlée l’11 settembre 1936, facendo parte del primissimo contingente di AOC francesi create su impulso del giurista Pierre Le Roy de Boiseaumarié, fondatore dell’INAO.
28 premier cru, zero grand cru: la storia di una scelta deliberata
Questa è la peculiarità più discussa di Pommard: perché un villaggio di tale fama non ha alcun grand cru? La risposta è storica. Quando la classificazione dei vini di Borgogna fu elaborata all’inizio del XX secolo, i viticoltori di Pommard rifiutarono la riclassificazione a grand cru per i loro migliori climats, in particolare Les Rugiens e Les Epenots, temendo vincoli aggiuntivi e un aumento delle tasse fondiarie. Questa decisione amministrativa, mai più rivista, fa sì che Pommard rimanga oggi una denominazione village e premier cru, senza l’etichetta grand cru, sebbene diverse sue parcelle siano regolarmente paragonate ai grand cru della Côte de Nuits dai degustatori professionisti.
Il villaggio conta 28 premier cru su circa 135 ettari, quasi il 40% della sua superficie totale di denominazione: una delle proporzioni più alte della Côte de Beaune.
I due giganti: Les Rugiens e Les Epenots
Les Rugiens: potenza assoluta
Situato al confine sud-occidentale del villaggio, verso Volnay, il climat Les Rugiens produce quello che molti considerano il Pommard più virile e strutturato. Il terreno argilloso-calcareo, ricco di ossido di ferro che conferisce al terroir la sua tinta rossastra (da cui il nome “rugiens”, che evoca la ruggine), impone tannini fermi che richiedono un minimo di 8-10 anni di cantina prima di addomesticarsi. Al palato, gli aromi di frutti scuri, cuoio, pepe e cioccolato si intrecciano in una trama serrata che evolve lentamente.
Les Epenots: equilibrio ed eleganza
A est del villaggio, verso Beaune, il climat Les Epenots - suddiviso in Grands Epenots, Petits Epenots e Clos des Epenots - offre uno stile sensibilmente diverso. Terreni piu profondi e meno ferrosi producono vini piu morbidi, piu aromatici in gioventu, con tannini meglio integrati. Dominano gli aromi di frutti rossi croccanti (ciliegia, lampone) e spezie dolci.
Le Grand Clos des Epenots
Il Domaine de Courcel, proprietario storico del Grand Clos des Epenots in monopolio, produce qui uno dei Pommard piu ricercati della Côte de Beaune, con viti di Pinot Fin di 50 anni in media. Questo clos e considerato da molti critici come avente potenziale da grand cru, se la classificazione si fosse evoluta diversamente.
Un Rugiens e un Epenots serviti insieme illustrano perfettamente la diversità di Pommard: il primo incarna la potenza minerale, il secondo la generosità fruttata.
Château de Pommard e Clos Marey-Monge
Costruito nel 1726 da Vivant Micault, segretario di Luigi XV, lo Château de Pommard domina il vigneto con la sua sagoma classica. La sua tenuta, il Clos Marey-Monge, è il più grande monopolio viticolo della Côte de Beaune: 20 ettari continui, interamente cinti da mura, piantati a Pinot Noir. Il castello offre oggi degustazioni, visite alle cantine voltate ed esposizioni d’arte contemporanea in mezzo alle botti di rovere.
La Route des Grands Crus, creata ufficialmente nel 1937, attraversa il vigneto di Pommard: un itinerario divenuto mitico dove il villaggio occupa un posto centrale.
Domini e produttori
Oltre a Château de Pommard e Domaine de Courcel (Grand Clos des Epenots, Les Rugiens, Les Fremiers), diversi domini meritano una visita:
- Domaine Parent: uno dei più antichi del villaggio, con parcelle in Les Epenots e Les Rugiens, noto per i suoi lunghi affinamenti in botti di rovere parzialmente nuove.
- Domaine Vaudoisey-Creusefond: produce un Epenots rinomato per il suo equilibrio tra potenza e finezza.
- Domaine de Montille: un dominio storico di Volnay che possiede anche parcelle a Pommard, in particolare in Les Rugiens.
La maggior parte dei domini riceve visitatori su appuntamento. Diversi enotecari del centro del villaggio permettono di degustare e confrontare più produttori senza spostarsi.
Pommard a tavola
Un Pommard a tavola richiede prima di tutto manzo (bistecca, grigliata, brasato) o selvaggina (cinghiale, cervo). La sua struttura tannica richiede piatti robusti: coq au vin, uno stufato o semplicemente un pezzo di carne rossa grigliata. Per quanto riguarda i formaggi, le paste lavate come l’Epoisses, il Langres o il Soumaintrain sono partner ideali: la potenza del vino regge il formaggio senza svanire.
La temperatura di servizio ideale si aggira tra i 14 e i 17 °C. Per le annate recenti (meno di 5 anni), si consiglia una decantazione di un’ora per aprire gli aromi.
Visitare Pommard
Il villaggio stesso si visita in mezza giornata. La chiesa di Saint-Pierre si riconosce da lontano per il suo campanile quadrato tipico dei villaggi viticoli della Côte de Beaune. Le stradine strette del centro conservano case di viticoltori del XVII e XVIII secolo, con i loro portoni di cantina ad arco.
Uscendo dal villaggio verso sud, la D973 scende verso Volnay attraverso le vigne dei Rugiens e di Volnay: uno dei più bei panorami viticoli della Côte de Beaune. La Voie des Vignes, una pista ciclabile che collega Beaune a Santenay, attraversa Pommard e offre una piacevole alternativa all’auto per spostarsi tra i villaggi.
Pommard si trova a 4 km a sud di Beaune e a 45 km a sud di Digione. Il parcheggio è gratuito intorno a piazza della Chiesa e lungo la D973 che attraversa il villaggio. La stazione TGV più vicina è Beaune (6 km), con frequenti collegamenti TER.
Domande frequenti
Pommard ha grand cru?
Quanto tempo deve invecchiare un Pommard?
Qual è la differenza tra Pommard e Volnay?
Un'altra domanda?
ScriviciFonti
- Bourgogne Tourisme - Route des Grands Crus
- Bureau interprofessionnel des vins de Bourgogne
- Route des Grands Crus - site officiel
- France.fr - Route des Grands Crus : 9 étapes
- Wikipedia - Pommard
- Château de Pommard - Site officiel
- Patrimoine Mondial UNESCO - Climats de Bourgogne
- La Cave Éclairée - All about Pommard
- Bourgogne Wines - Pommard appellation






























