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Saint-Vincent Tournante 2026:la festa dei viticoltori

Saint-Vincent Tournante 2026 a Maranges: la più grande festa del vino di Borgogna, il 24 e 25 gennaio. Storia, programma, atmosfera e consigli pratici.

7 min di letturaAggiornato luglio 2026

In breve: ogni anno dal 1938, la Saint-Vincent Tournante riunisce fino a 60.000 visitatori in un diverso villaggio del vino di Borgogna per celebrare il santo patrono dei vignaioli. L’edizione 2026 si svolge il 24 e 25 gennaio nei tre comuni di Maranges (Cheilly-lès-Maranges, Dezize-lès-Maranges e Sampigny-lès-Maranges), che non ospitavano la festa dal 1997. In programma: una sfilata mattutina dei vignaioli in costume tradizionale, cerimonie di ammissione, degustazioni in quindici cantine sparse nei tre villaggi, una cena dei vignaioli e un’atmosfera popolare garantita.

La Saint-Vincent Tournante non è una festa del vino come le altre. Non è una fiera né un mercato: è una festa di villaggio, organizzata dai vignaioli e per i vignaioli, che per due giorni trasforma un tranquillo comune vitivinicolo in un vasto luogo di ritrovo. La parola “tournante” dice tutto: ogni anno la festa cambia villaggio, ruotando da una denominazione all’altra, cosicché lo stesso luogo la ospita solo circa una volta per generazione. Questa rarità la rende un evento molto atteso, e l’edizione 2026 di Maranges è particolarmente speciale: bisogna tornare al 1997 per trovare l’ultima Saint-Vincent organizzata in questo angolo della Côte de Beaune.

Le origini della Saint-Vincent Tournante

San Vincenzo, patrono dei vignaioli

San Vincenzo, patrono dei vignaioli, dettagli

La festa affonda le radici nella tradizione cristiana. San Vincenzo è il patrono dei vignaioli dall’inizio del Medioevo, per una ragione semplice: la sua festa cade il 22 gennaio, una data che nei calendari viticoli tradizionali segna l’inizio della potatura della vite. È il primo gesto del ciclo annuale, quello che decide la forma della vite, il numero di gemme e quindi la quantità e la qualità del raccolto a venire. Porre quella potatura sotto la protezione del santo non era un dettaglio per comunità che dipendevano interamente dalla vite per sopravvivere.

Ogni villaggio del vino di Borgogna celebrava San Vincenzo in modo locale, con una messa, una sfilata e un pranzo. La tradizione è stata mantenuta in molti comuni, indipendentemente dalla grande festa itinerante.

La creazione della festa itinerante nel 1938

L’idea di far “girare” una grande festa di villaggio in villaggio nacque nel 1938, su iniziativa della Confrérie des Chevaliers du Tastevin (fondata nel 1934) e dei vignaioli di Borgogna. L’obiettivo era duplice: creare un evento unificante per tutta la Borgogna viticola e promuovere ogni anno i vini di ciascuna denominazione, dando a ogni villaggio il suo momento sotto i riflettori.

La prima edizione si tenne nel 1938, fu interrotta dalla Seconda guerra mondiale e poi ripresa senza interruzioni. Da quasi novant’anni la Saint-Vincent Tournante visita così decine di villaggi della Côte de Nuits, della Côte de Beaune, della Côte Chalonnaise, del Mâconnais e della Yonne, ogni volta con lo stesso mix di fervore religioso, orgoglio locale e degustazione collettiva.

La festa a Maranges: edizione 2026

Tre villaggi per un’edizione

Per l’edizione 2026, la Saint-Vincent Tournante investe i tre comuni della denominazione Maranges: Cheilly-lès-Maranges, Dezize-lès-Maranges e Sampigny-lès-Maranges. Questi tre villaggi, all’estremità meridionale della Côte de Beaune, al confine con la Saône-et-Loire, condividono la denominazione Maranges (rossa e bianca), una delle più meridionali della Côte de Beaune.

Organizzare la festa su tre comuni invece di uno è una sfida logistica, ma anche un’opportunità: ogni villaggio ha le sue cantine, le sue strade e le sue piazze, e i visitatori sono invitati a spostarsi tra i tre siti durante il fine settimana. Navette a pagamento (6,50 € andata e ritorno per adulto) collegano i villaggi e il parcheggio è organizzato alla periferia per evitare la saturazione.

Il programma del fine settimana

La festa inizia sabato 24 gennaio a tarda mattinata, con l’apertura delle cantine di degustazione. Nei tre villaggi, quindici cantine (cinque per comune) aprono le porte: cantine private, sale comunali, fienili riconvertiti, ogni spazio disponibile diventa un luogo di degustazione dove i produttori locali offrono i loro vini: Maranges, naturalmente, ma anche denominazioni vicine che i visitatori possono scoprire cantina per cantina.

Domenica 25 gennaio è il giorno della grande sfilata. Al mattino, i vignaioli in costume tradizionale (spesso la soutane nera ornata dalla croce di San Vincenzo, o il camice da lavoro del vignaiolo) sfilano per le strade del villaggio principale, accompagnati da bande di ottoni, confraternite invitate e numerose figure del mondo del vino. La sfilata si dirige verso la chiesa del villaggio, dove viene celebrata una messa solenne in onore di San Vincenzo, con la benedizione dei vini e dei vignaioli.

Il pomeriggio è dedicato alle cerimonie di ammissione: la Confrérie des Chevaliers du Tastevin o altre confraternite locali accolgono personalità (vignaioli, amministratori, artisti, giornalisti) nell’ordine dei Gandins, una cerimonia colorata, con giuramento, consegna della medaglia e degustazione rituale. Tutto si conclude con una grande cena dei vignaioli servita in una delle sale comunali, dove i prodotti del terroir (jambon persillé, boeuf bourguignon, formaggi, pain d’épices) vengono abbinati ai vini del villaggio ospitante.

L’atmosfera: una festa popolare e autentica

Ciò che rende unica la Saint-Vincent Tournante è il suo carattere profondamente popolare e autentico. A differenza delle fiere professionali dove gli stand sono allineati, le cantine sono nelle case dei vignaioli, le loro grotte, i loro cortili, i loro garage. Si degusta spesso in piedi, stretti insieme, in un’atmosfera da festa di villaggio senza nulla di cerimonioso.

I 60.000 visitatori attesi nel fine settimana sono un mix di borgognoni in famiglia, turisti amanti del vino, collezionisti informati e curiosi di passaggio. La festa è aperta a tutti, senza prenotazione per l’accesso ai villaggi e alle cantine (nei limiti dei posti disponibili). Il bicchiere ufficiale di degustazione, inciso con l’annata dell’edizione, si acquista all’ingresso e permette di degustare in tutte le cantine.

Le Maranges: una denominazione da scoprire

L’edizione 2026 è anche l’occasione per mettere in luce una denominazione meno conosciuta dei suoi prestigiosi vicini (Santenay, Puligny-Montrachet, Meursault). La denominazione Maranges (AOC dal 1989) produce soprattutto vini rossi (pinot noir) e una piccola parte di bianchi (chardonnay). I rossi di Maranges sono noti per la loro struttura tannica e la capacità di invecchiamento, con aromi di frutta rossa e spezie che evolvono verso il sottobosco e il cuoio dopo qualche anno in cantina.

La denominazione conta diversi premiers crus, i più noti dei quali sono Clos de la Boutière, La Fussière e Le Croix Moines. Queste parcelle, su pendii ben esposti, producono vini di bella concentrazione che meritano pienamente la scoperta.

Prima e dopo la festa: cosa fare a Maranges e nei dintorni

Le Maranges si trovano a una quindicina di chilometri a sud di Beaune, al confine con la Saône-et-Loire. La zona offre diverse visite possibili per prolungare il fine settimana:

  • Santenay (3 km): villaggio del vino con casinò e sorgenti termali
  • Chagny (8 km): cittadina nota per la gastronomia (Lameloise, tre stelle Michelin)
  • Couches (12 km): castello medievale e museo della vite e del vino
  • Le Creusot (20 km): città industriale e Musée de l’Homme et de l’Industrie
  • Beaune (15 km): gli Hospices, le mura, le degustazioni

Consigli pratici per la Saint-Vincent Tournante 2026

Alloggio

È il punto critico. I tre villaggi di Maranges sono piccoli comuni senza una capacità alberghiera sufficiente ad assorbire 60.000 visitatori. La maggior parte dei partecipanti viene per la giornata dalle città vicine (Beaune, Chalon-sur-Saône, Digione) o prenota un alloggio entro un raggio di 20–30 chilometri. Gli alloggi a Beaune, Chagny, Couches, Santenay o Autun si esauriscono dall’autunno. Prenotate il prima possibile.

Trasporti e parcheggio

L’accesso ai villaggi è regolamentato nel fine settimana. Parcheggi dedicati sono allestiti agli ingressi dei comuni, con navette a pagamento (6,50 € andata e ritorno per adulto) verso il cuore della festa. Non cercate di parcheggiare nei villaggi: le strade sono strette e si saturano in fretta. Il car pooling è fortemente consigliato.

Vestiti

La Saint-Vincent Tournante si svolge in pieno inverno. A gennaio le temperature in Borgogna vanno da −2 a 5 °C, con rischio di pioggia, neve o brina. Gli spostamenti tra le cantine sono a piedi, a volte sotto gli acquazzoni. Portate vestiti caldi e impermeabili, scarpe adatte (camminerete su sentieri di vigna potenzialmente fangosi) e qualcosa per coprire la testa (cappello, sciarpa).

Budget

Il kit ufficiale di degustazione (bicchiere, portabicchiere, planimetria e carnet di 8 ticket) costa 25 €, e 6 € per i bambini. Dà accesso alle degustazioni delle quindici cantine, ma i vini più prestigiosi possono essere proposti a pagamento. Calcolate da 30 a 50 € a persona per una giornata completa di degustazione. I pasti serviti sul posto (cena dei vignaioli, taglieri di salumi e formaggi) costano in genere 15–25 €. Ricordatevi di portare contanti: non tutte le cantine accettano carte.

Domande frequenti

Bisogna prenotare per la Saint-Vincent Tournante?
Non per l'accesso ai villaggi e alle cantine di degustazione, che è libero nei limiti dei posti disponibili. Gli alloggi intorno a Maranges (Couches, Chagny, Beaune) si esauriscono invece molto in fretta, e i ristoranti dei villaggi vicini mostrano il tutto esaurito con diverse settimane di anticipo. Prenotate dall'autunno se volete pernottare.
Come ci si sposta tra i tre villaggi di Maranges?
Navette a pagamento (6,50 € andata e ritorno per adulto) collegano Cheilly-lès-Maranges, Dezize-lès-Maranges e Sampigny-lès-Maranges per tutto il fine settimana. Il parcheggio è regolamentato agli ingressi dei villaggi, con aree dedicate e navette dai comuni vicini. Non è consigliabile guidare tra i tre siti.
La Saint-Vincent Tournante è una festa per famiglie?
Sì, è una festa molto adatta alle famiglie, che riunisce tutte le generazioni. I bambini sono i benvenuti e l'atmosfera è cordiale, senza eccessi. Le cantine di degustazione sono aperte a tutti e gli spettacoli specifici (sfilata, bande di ottoni) piacciono a grandi e piccoli.
Quale budget prevedere per una giornata alla Saint-Vincent Tournante?
Il kit ufficiale di degustazione (bicchiere, portabicchiere, planimetria e carnet di 8 ticket) costa 25 € sul posto, e 6 € per i bambini. I ticket danno diritto alle degustazioni in tutte le cantine. Prevedete 30–50 € a persona per una giornata completa di degustazione, più i pasti se mangiate sul posto.

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Fonti

  1. Saint-Vincent Tournante 2026 - Official Maranges site
  2. Vins de Bourgogne (BIVB) - Saint-Vincent Tournante
  3. Bourgogne Tourisme - Saint-Vincent Tournante
  4. Côte-d'Or Tourisme - Saint-Vincent Tournante in Maranges
  5. France 3 Bourgogne-Franche-Comté - Saint-Vincent Tournante
  6. Le Bien Public - Saint-Vincent Tournante 2026
  7. Beaune Tourisme - Saint-Vincent Tournante